La «convention delle idee» dei dem strappa l’applauso di Prodi e Occhetto

Dall’8 al 10 novembre, a Bologna, Nicola Zingaretti lancia la «Costituente delle idee» per il suo Partito democratico. Plaude il bolognese Romano Prodi: «Mi sembra proprio una buona cosa, perché di nuove idee e nuove persone abbiamo tanto bisogno». E plaude l’ultimo segretario del Pci, e fondatore del Pds, Achille Occhetto: «Zingaretti sta facendo bene, il partito deve tornare forza alternativa della sinistra». Sul tappeto i temi di un programma molto laburista. «Altro che flat tax», ci vogliono meno tasse sul lavoro. Poi ben 50 miliardi da destinate a un «green new deal» sul modello della sinistra Usa, istruzione a costo zero per le famiglie con reddito inferiore a 25mila euro, investimenti per nuove assunzioni nella sanità, riforme istituzionali per semplificare la burocrazia e ripensare un modello di autonomie regionali, la possibilità di investire 200 miliardi (di cui 170 già stanziati, ma tenuti bloccati) in infrastrutture strategiche, una politica industriale socialmente sostenibile e attenta alla parità di genere, la sicurezza declinata in termini di vicinanza sociale, sostegno per l’occupazione dei più giovani. In programma anche una modifica dello statuto Pd (osteggiata dai renziani) per superare la «vocazione maggioritaria» e cancellare l’identità tra segretario e candidato premier. «O facciamo una rivoluzione o non ce la facciamo», mette in guardia Zingaretti.