Ecco dove chiedere un prestito o un mutuo è meno difficile – Notiziario Finanziario

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Ottenere un prestito o un mutuo è molto difficile, più che nel recente passato. Ma non in modo uniforme sul territorio italiano: ci sono regioni in cui i cordoni della borsa si aprono più facilmente. È quanto emerge dall’indagine 2012 del Crif (la Centrale rischi finanziari che raccoglie 78 milioni di posizioni), che in un quadro di forte peggioramento del mercato del credito, fotografa un mercato a macchia di leopardo.

Rispetto all’ anno precedente, ottenere un mutuo in Valle D’Aosta, Trentino e Friuli è meno difficile rispetto alla media nazionale; e rispetto a regioni come Puglia e Calabria. Un’Italia con molti scuri e poche tinte chiare per quanto riguarda l’erogazione dei prestiti finalizzati; in cui spica il +7% in Veneto o in Trentino Alto Adige, con altre sei regioni che vedono crescere l’erogazione rispetto all’anno precedente e un vistoso -8% rispetto al 2011 in Toscana. Più cupi i toni nel settore dei prestiti personali, dove la maglia nera è rappresentata dalle Marche, mentre per quanto riguarda i mutui il rosso è profondo dappertutto: ma più al Sud, che al Nord.

Complessivamente l’indagine del Crif segnala un calo della domanda di finanziamenti per l’acquisto di una casa è stato del 42 per cento. Mettendo a fuoco l’andamento dello scorso anno si può notare che la gelata viene dal confronto dei primi mesi dell’anno. Nel febbraio del 2012 il calo rispetto al febbraio del 2011 era del 48 per cento. Meno pesante il bilancio, anno su anno, di novembre e dicembre. Ricordiamo che già lo scorso anno la richiesta di mutui era calata, ma solo del 19%, sul 2010.

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«Il crollo della domanda si spiega principalmente con le difficoltà derivanti dalla crisi, che ha indotto le famiglie italiane a posticipare a momenti più favorevoli l’acquisto di un immobile residenziale – dice Simone Capecchi, direttore sales e marketing di Crif – e questo atteggiamento di estrema cautela non è stato stimolato neppure dalla diminuzione dei prezzi delle abitazioni registrata nel corso dell’ultimo anno». In altre parole – aggiunge – le famiglie sembrano essersi “autocensurate”, evitando di aumentare il proprio indebitamento rispetto al reddito disponibile «nel timore di poter trovare difficoltà nel ripagare nel tempo il finanziamento acceso».

Gli analisti di Crif segnalano anche importi più contenuti (131mila contro 136mila); resta poi preferita la scadenza fra i 25 e i 30 anni. Meno richieste di prestiti ma niente crollo come per i mutui. I dati forniti da Crif sottolineano il calo anche per l’altro grande comparto dei finanziamenti ma non sono numeri a due cifre: è -4% nel 2012, anno su anno.

Quando si avvertiranno i benefici della riduzione dello spread sul costo dei prestiti e dei mutui? Le tappe previste dagli esperti sono le seguenti: 1) spread giù sui titoli di Stato per il recupero di credibilità dell’Italia, 2) meno costo di raccolta per le banche italiane sui mercati e più liquidità, 3) mutui e prestiti meno cari per la clientela. Gli esperti del settore prevedono fra qualche mese le prime limature degli spread sui mutui e per fine anno un generalizzato calo del costo dei finanziamenti. Quindi chi deve comprare casa forse è meglio che cominci a muoversi intorno a metà 2013.

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«Alla luce di quanto sta accadendo sui mercati dovrebbe esserci un miglioramento. Per vedere, però, un sostanzioso calo dello spread sui mutui ci sarà ancora da aspettare un po», afferma Roberto Anedda, vicedirettore di MutuiOnline.it. «Per sostanzioso intendo uno spread al 2% contro l’attuale 3%. Credo che questa discesa sarà generalizzata a fine anno».

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